sabato 8 gennaio 2011

L'utilità della milza

Quando sono arrivato a Milano, è stata una bella sorpresa trovare in pieno centro, a due passi dal Duomo, una "succursale" della famosa Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Bel posto, la San Francesco, ci passava spesso Leonardo Sciascia (lo ricordano i Modena City Ramblers nella loro La Banda del Sogno Interrotto). Si dice che anche Garibaldi si sia fermato lì nel 1860 a fare uno spuntino. Cibo di strada tipicamente palermitano - non siciliano, eh. Pane e panelle, sfincioni, ma il simbolo è 'u pani ca' meusa, il pane con la milza. Buonissimo.
Ora dopo Milano, ci si prepara a sbarcare a Fiumicino. In tutti i sensi. La San Francesco ha vinto la gara della società Aeroporti di Roma (AdR) per l'assegnazione dello spazio ristorazione al terminal partenze D del "Leonardo da Vinci". Si aggiungerà agli altri due punti vendita già aperti nel centro della Capitale. L'obiettivo è espandere ancora di più l'attività commerciale ed "esportare" la cucina siciliana, con una settantina di locali tra l'Italia e l'estero. A febbraio è prevista un'apertura a Napoli.
Un successo imprenditoriale ma soprattutto una bella rivincita. La focacceria è diventata anche un simbolo della lotta alla mafia, da quando i proprietari, i fratelli Conticello, hanno denunciato nel 2005 le intimidazioni e le richieste di pizzo (che però sarebbero arrivate anche a Milano, via 'ndrangheta).
Chissà che oltre al pane ca' meusa non si riesca a esportare pure una cultura antimafia.

mercoledì 5 gennaio 2011

Barriere dello Sport

Le classifiche del Sole 24 Ore, diciamolo pure, sono sempre abbastanza severe con la Sicilia. Con piena ragione, peraltro. Quella sull'indice di sportività delle province italiane nel 2010 conferma una regione attardata anche nell'ambito dello sport.
La prima delle siciliane è Siracusa, al 57° posto della graduatoria nazionale. Segue a tre lunghezze Catania, che invece nel 2009 era la prima provincia dell'Isola (ma al 58° posto); subito dopo c'è Messina al 62°. Le altre, da Palermo ad Agrigento, occupano posizioni di bassissima classifica. La città dei Templi è addirittura l'ultima in tutta Italia.
Migliora dunque solo Siracusa (e lievemente Messina), grazie al ritorno della squadra del capoluogo nel calcio professionistico, all'organizzazione dei campionati nazionali di scherma e al contributo di discipline tradizionalmente forti in provincia (pallanuoto, basket femminile, pallamano, calcio a 5). A Catania e Palermo invece non bastano le squadre di calcio in serie A e in altre categorie professionistiche.
I parametri considerati non riguardano naturalmente solo le discipline sportive, ma anche i fattori che legano lo sport agli aspetti sociali, economici, culturali e storici del territorio. In questo senso, è quasi superfluo dire che la Sicilia arranca soprattutto per le scarse infrastrutture. Con un pizzico di cinismo e disillusione, direi: mancano le strade, figurarsi gli stadi...
Come dimostra Siracusa, però, è interessante che anche in terra di Trinacria i risultati migliori vengano da sport considerati minori (rispetto al calcio "cannibale"): rugby, hockey, pallanuoto, pugilato, scherma. Sottolineo, con una punta di orgoglio campanilistico, che il presidente della Federazione Italiana Scherma  – e vicepresidente di quella internazionale – è il maestro Giorgio Scarso, di Modica. Inoltre, alcune province se la cavano discretamente con ciclismo e atletica, che vantano un buon numero di tesserati; addirittura sono gli sport di nicchia – come lotta e badminton – a permettere a cinque province (Palermo, Catania, Enna, Messina, Siracusa) di piazzarsi tra le prime venti in Italia.
Poi ci sono i dati sorprendenti, come in ogni classifica che si rispetti. Nella speciale graduatoria nazionale dello sport per disabili, Enna è seconda, Palermo terza, Ragusa quinta, Trapani sesta. Note positive arrivano anche dallo sport universitario a Catania, dal numero di arbitri di calcio tesserati e dalle strutture di controllo sanitario. Ricordo sempre che Zdenek Zeman si è laureato all'Isef di Palermo con una tesi sulla medicina dello sport...
Al di là dei numeri e delle posizioni in classifica, emerge che in tutta Italia conta tantissimo la diffusione dello sport – anche dilettantistico e giovanile – nei centri minori e non solo nei capoluoghi. La prima della graduatoria è Genova, ma senza la pallanuoto in provincia avrebbe "solo" il calcio ad alti livelli. Che non è evidentemente sufficiente, meno che mai in Sicilia.

martedì 4 gennaio 2011

La raccolta differente

A Ficarra, 1.600 abitanti sui monti Nebrodi, nel messinese, di emergenza rifiuti non si vuol proprio sentire parlare. Dal 1° gennaio, nel piccolo comune non si effettua più raccolta d'immondizia, dopo la rescissione del contratto tra la ditta che se ne occupava e l'Ato ME1, la società provinciale di gestione dei rifiuti.
Per scongiurare lo scoppio di una vera emergenza ambientale, il sindaco, alcuni assessori e consiglieri e altri volontari si sono improvvisati netturbini, o spazzini se preferite. Il primo cittadino Basilio Ridolfo, a capo di una giunta di centrosinistra, si è armato di buona volontà e con gli altri ha raccolto rifiuti lungo la strada principale, nelle contrade di campagna e nelle stradine del centro storico. I ficarresi hanno gradito e un privato cittadino ha addirittura messo a disposizione un piccolo autocarro per caricare l'immondizia.
Sicuramente un esempio curioso e interessante di buona amministrazione: il sindaco ha garantito che il servizio sarà replicato nei prossimi giorni, almeno fino a quando l'Ato non siglerà un nuovo contratto per la raccolta della spazzatura.
Tutto bene, insomma. No, invece no. I rifiuti sono stati temporaneamente depositati in cassonetti del Comune. Toccherà al sindaco emanare un'ordinanza per autorizzare... se stesso a gettare l'immondizia in discarica. Ma poiché a Ficarra si fa la raccolta differenziata (beh, questo è un bene...), i rifiuti non possono essere ammucchiati indistinti nei vari bidoni. L'iniziativa è lodevole, ma in sostanza fuori legge. Un paradosso tutto siciliano.
La buona volontà di Ridolfo e dei suoi concittadini merita comunque la giusta considerazione. I veri responsabili delle varie "emergenze" rifiuti in Sicilia sembrano piuttosto le società d'ambito (gli Ato, appunto). In ogni caso - fatte le debite proporzioni, per carità - io non ce li vedo a raccogliere rifiuti la Jervolino a Napoli e Cammarata a Palermo.

P.S. So già che il nome Ficarra avrà evocato ai più l'omonimo comico palermitano che fa coppia con Picone. Farà piacere dunque sapere che nel 2007 l'amministrazione guidata da Ridolfo ha conferito a Ficarra & Picone la cittadinanza onoraria. Al sindaco non manca il senso dell'umorismo.



lunedì 3 gennaio 2011

Isolani isolati #1

Le isole Eolie sono stupende. Le "sette sorelle" sono un gioiello della natura: dal 2000 l'Unesco le ha dichiarate patrimonio di tutta l'umanità, ma chiede giustamente di non violentarle con il cemento... Al di là della bellezza che affascina il turista, però viverci non deve essere affatto facile.
Nel 2011 appena iniziato, l'arcipelago riceverà forniture di acqua ridotte del 10 per cento, come aveva anticipato qualche tempo fa il ministero della Difesa, che ogni anno stanzia 15 milioni di euro. Nelle Eolie saranno dunque inviati 2 milioni di tonnellate di acqua potabile, 200 mila in meno rispetto all'anno da poco concluso. L'acqua arriva nei quattro comuni delle isole (Lipari, Malfa, Leni, Santa Marina Salina) da Napoli, con le navi-cisterna della società Vemar dell'armatore Domenico Ievoli. Lo stesso Ievoli che dieci giorni fa è stato assolto dal tribunale di Lipari per fatti risalenti al 2007, quando fu accusato - insieme al comandante di una delle sue navi - di aver causato rumori molesti a Stromboli e disturbato isolani e vacanzieri. Secondo il giudice, si trattava di "stato di necessità", era impossibile non fare rumore nelle operazioni di scarico dell'acqua. Ora che l'acqua da consegnare è di meno, forse si ridurranno anche i rumori...
Humour paradossale a parte, in questo periodo vengono fuori tutti i disagi degli eoliani, soprattutto dei residenti nelle isole più piccole. A Ginostra, sull'isola di Stromboli, niente messe a natale e a capodanno; il servizio postale è sospeso; tardano i lavori di messa in sicurezza del piccolo molo d'approdo. I fedeli di Filicudi, invece, hanno trovato chiuse le porte della chiesa di Santo Stefano, in località Valdichiesa. Il parroco don Lorenzo Bianco ha deciso, senza particolari motivazioni, di celebrare a capodanno una sola messa nel pomeriggio a San Giuseppe a Pecorini alto, cancellando la funzione mattutina nella chiesa principale dell'isola.
Oltre ai soliti problemi nei collegamenti con la terraferma, ora le Eolie dovranno fare i conti anche con le scorte d'acqua e con le preghiere razionate.

sabato 1 gennaio 2011

Donne che odiano le donne

Quando si parla di stalking, è automatico pensare a uomini che minacciano e rendono la vita impossibile alle donne. Nella maggioranza dei casi è così. Ogni tanto arriva qualche notizia curiosa di signore - anche "attempate" - che perseguitano giovani uomini con le loro attenzioni morbose.
Ma quello che è successo a Trapani ancora mi mancava. Una donna, Sandra Lidia Asaro, 40 anni, si è finta uomo e ha circuito quattro donne, tra cui una ragazza minorenne. Le accuse: violenza sessuale con l'inganno, stalking, violenza privata, falsa attestazione d'identità a pubblico ufficiale, estorsione. La donna si spacciava anche per avvocato, pur non avendo l'abilitazione.
Sono stati i genitori della minorenne a denunciarla. Si erano opposti alla strana relazione e anche loro erano stati minacciati.
La donna aveva ingannato le ragazze sulla propria identità sessuale, dicendo di essersi sottoposta a interventi chirurgici dopo un incidente stradale e di avere subito una modifica sessuale a causa di un carcinoma. In questo modo le quattro giovani vittime si erano convinte che lei fosse lui.
Disorientamento sessuale?