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lunedì 22 settembre 2014

Mi è semblato di vedele un patto

A volte non bastano neanche 4mila e 500 preferenze (4.584, per la precisione) per entrare in un consiglio regionale, ché poi, trattandosi dell'Assemblea regionale siciliana, la famigerata Ars, è una specie di parlamentino a parte. Ecco, nell'ottobre 2012 Giambattista Bufardeci, detto "Titti" (sic), non ce l'ha fatta a essere eletto a Palazzo dei Normanni nonostante questi numeri. Era il capolista in provincia di Siracusa di Grande Sud, l'ennesima sigla elettorale del presunto smarcamento di Gianfranco Micciché dal centrodestra berlusconiano.
Ora Titti ha aderito a Centro Democratico. Sì, il partito di Bruno Tabacci, il "compagno Bruno" (anzi, BR1), quello che piace a certi buontemponi marxisti. Quindi ora Bufardeci sta dalle parti della maggioranza di Crocetta. E, chissà quanto casualmente, il presidente della Regione ha designato proprio l'ex sindaco di Siracusa come membro del Cga, il Consiglio di giustizia amministrativa che in Sicilia agisce come se fosse il Consiglio di Stato. L'altro membro, en passant, è Elisa Nuara, ex assessore a Gela quando Saro ne era il sindaco.
Saranno coincidenze, saranno cattivi pensieri, ma intanto la Regione designa due persone sulla carta "favorevoli" alla vigilia della decisione del Cga sulle elezioni suppletive in nove sezioni tra Rosolini e Pachino, provincia di Siracusa. La questione l'ha ben spiegata qualche giorno fa su Repubblica Emanuele Lauria: gente eletta con il Pdl che ora sta con Alfano, eletti con l'ala destra dell'Udc che invece appoggiano la maggioranza di Crocetta, candidati casiniani che si sono riconvertiti in berlusconiani e via dicendo. Compresi i "santini" elettorali vecchi di due anni riproposti nonostante sia cambiato quasi tutto (cioè niente, per restare al solito stereotipo gattopardiano dell'Isola).
Ecco, in tutto ciò arrivano le nomine puntuali di Crocetta. Bufardeci al Cga e il renziano Piergiorgio Gerratana (di Rosolini, guarda caso) assessore regionale all'Ambiente. Uno si gioca le carte che ha.
Giovedì 25 settembre il Cga dovrà decidere se confermare le elezioni suppletive nell'estremo sud della Sicilia. La decisione dovrà prenderla quindi anche Titti Bufardeci, sindaco di centrodestra a Siracusa dal 22 dicembre 1999 al primo marzo 2008, poi vicepresidente della Regione per quasi due anni con Lombardo presidente (ruolo ricoperto, peraltro, per sei mesi già a fine anni Novanta quando il presidente era il mio compaesano Peppe Drago). Alle Regionali del 2008 aveva ottenuto la bellezza di 17.216 preferenze. Ah, da ex capogruppo di Grande Sud è indagato per le spese pazze dei rimborsi ai gruppi consiliari.
Ma Crocetta, non ho dubbi, sa essere garantista.

Aggiornamento del 26 settembre 2014. Con un po' di ritardo, il Cga ha deciso. Il 5 ottobre si voterà alle mini-elezioni regionali di Pachino e Rosolini. Immagino un'affluenza da plebiscito.

lunedì 19 agosto 2013

Ansa da prestazione

Non è bello scherzare sulle cose serie, lo so. L'immigrazione, il dramma degli sbarchi in Sicilia, le centinaia, migliaia di disperati che fuggono da guerra, violenza e povertà (non ci sono solo siriani ed egiziani, ma ancora subsahariani e del Corno d'Africa), insomma non sono argomenti da trattare con sufficienza. Io però l'altro giorno non ho potuto fare a meno di lasciarmi scappare un sorriso amaro, che non riguarda direttamente l'emergenza di queste settimane ma anzi ha a che fare con la mia professione. E questo mi serve da spunto per parlare anche d'altro.
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Io sono fissato con la geografia, su questo blog ne ho dato prova. Però la mia "ossessione" non c'entra con un errore macroscopico battuto dalle agenzie Ansa. Non mi permetto di giudicare nessun collega. Solo che Pozzallo, dove è attraccata la motovedetta della Guardia costiera con 95 migranti a bordo, non è in provincia di Siracusa ma di Ragusa. Per quel che valgono le province siciliane prossime all'abolizione, chiaro. L'errore è comunque serio, non è un mio capriccio. L'ho fatto notare a un'amica e collega ragusana, con la quale – per il consolidato campanilismo – scherzo spesso su Modica, Ragusa, la provincia e amenità simili. La sua risposta: «Mandiamo all'Ansa una vecchia mappa dei Cabrera?».
I Cabrera sono una delle famiglie, di origine spagnola, che governò in quella che per lunghi secoli è stata la Contea di Modica. L'inizio della Contea è datato al 1296 e la sua fine ufficialmente al 1816. I Cabrera regnarono dal 1392 al 1481, quando poi si unirono agli Enriquez e insieme furono al potere fino al 1742. A Pozzallo, che negli anni del Regnum in Regno modicano (ecco perché "regnarono" e non semplicemente "governarono"; proprio sotto i Cabrera quello status di autonomia riconosciuto ai conti dai regnanti di Sicilia venne formalizzato anche negli atti di investitura, ndr) era il caricatore, cioè il porto della Contea, il monumento più famoso è la Torre Cabrera, costruita nel XV secolo a difesa dei moli e dei pontili.
Con la fine della Contea e del feudalesimo sotto i Borbone, Modica divenne capoluogo di distretto all'interno della nuova intendenza di Siracusa. Dal 1860 poi cambiarono pure i nomi e Siracusa divenne provincia e Modica capoluogo di circondario. Questo fino al 1926, quando la mia città fu provincia – per un solo anno – prima dello scippo ragusano (fascista) su cui ancora oggi si ironizza con l'amica e collega Silvia. Ecco, dal 1860 al 1926 Pozzallo fu davvero in provincia di Siracusa. L'Ansa deve essersi evidentemente rituffata nella storia delle pubbliche amministrazioni della Sicilia sud-orientale.
Che roba, Contessa...
Tornando all'oggi, esiste ancora qualcuno che possa fregiarsi del titolo di conte di Modica. In realtà è una contessa. Doña María del Rosario Cayetana Paloma Alfonsa Victoria Eugenia Fernanda Teresa Francisca de Paula Lourdes Antonia Josefa Fausta Rita Castor Dorotea Santa Esperanza Fitz-James Stuart, Silva, Falcó y Gurtubay è la 21ª contessa di Modica. E non elencherò gli altri suoi 50 e passa titoli nobiliari... (è suo il Guinness dei primati in materia) La regina del gossip Cayetana Fitz-James Stuart – molto chiacchierate le sue terze nozze nel 2011 – è soprattutto la 18ª duchessa di Alba e proprio gli Alba de Tormes sono stati gli ultimi conti di Modica.
Una volta gli stranieri che arrivavano dalle nostre parti erano gli spagnoli. Quelli ricchi, i nobili che poi comandavano. Adesso le nazionalità, le provenienze e i motivi sono diversi. Ma questa, naturalmente, è un'altra storia. Forse anche un'altra geografia.

P.S. Silvia è mezza spagnola.