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lunedì 28 marzo 2011

Virtuosismi fuori dal Comune

Non lo sapevo, lo ammetto. Ignoravo che dal 2005 esiste un'Associazione dei Comuni Virtuosi (Acv). Per iscriversi occorre rispettare determinati parametri sulla gestione del territorio, sul rispetto dell'ambiente, sulla riduzione dell'inquinamento, sul funzionamento corretto della macchina amministrativa e burocratica. Ecologia e buona amministrazione, in pratica. In uno stato con oltre ottomila comuni, solo 53 sono virtuosi. Lo 0,65% del totale, decimale più, decimale meno. E i comuni siciliani hanno una rappresentanza più che esigua: uno. Un solo comune su 390, tremila abitanti: Aci Bonaccorsi, una delle tante "Aci" in provincia di Catania. Dove addirittura il cimitero sarà ecosostenibile. Solo uno, dunque: evidentemente le amministrazioni e gli enti locali siciliani stanno peggio degli altri. Oltre alla burocrazia e alla scarsa programmazione, metteteci pure il clientelismo e i favoritismi. Altro che virtù.
Quello che colpisce nel modello Acv è che l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni, non abbia mai pensato di inserire nel suo statuto i parametri di funzionalità e responsabilità dei comuni "buoni". E forse la chiave di lettura principale sta proprio nella responsabilità. Il fatto è che non sono previste sanzioni ai sindaci che hanno gestito male i loro enti. Cioè ci sono comuni falliti e andati in dissesto, soprattutto al sud e in Sicilia, ma i sindaci hanno continuato a governare e fare politica. Virtuosi della poltrona.

domenica 27 febbraio 2011

Isolani isolati #4

C'era da aspettarselo. Neanche le Egadi potevano sfuggire ai disagi e ai disservizi che colpiscono tutte le isole minori siciliane. Stavolta tocca a Marettimo, isolata non solo per l'ondata di maltempo che attraversa la Sicilia e naturalmente rende ancora più difficile raggiungere l'arcipelago trapanese. Prima che si scatenassero la tramontana e il mare mosso su Marettimo (mentre sono stati ripristinati i collegamenti con Levanzo e Favignana), ci aveva pensato già la burocrazia a bloccare gli accessi all'isola egadina più occidentale. A Marettimo arriva in mattinata solo un aliscafo della Siremar, che parte da Trapani alle 8.15. Ebbene, martedì 22 febbraio l'aliscafo è rimasto fermo in banchina nel capoluogo perché erano scaduti i certificati sulla sicurezza: la Capitaneria di Porto di Trapani aveva deciso di effettuare i controlli proprio in mattinata, impedendo alla nave di raggiungere Marettimo, dove solo alle 13.30 è arrivata un'imbarcazione della Ustica Lines.
Il consigliere Vito Vaccaro ha invitato l'amministrazione (il comune è quello di Favignana) a passare alle vie legali e denunciare la Siremar per interruzione di pubblico servizio, e le proteste dei marettimani sono arrivate anche all'Ars a Palermo. Si avvicina la stagione turistica, la provincia di Trapani si è impegnata a promuovere le Egadi alla Bit di Milano, ma è difficile garantire un buon servizio di collegamento, se ci si mette pure la burocrazia. Forse è più facile ripararsi dalla tramontana.