Ora è tutto chiaro. Ecco a cosa serve la vicinanza tra la Sicilia e l'Africa. Traffico illegale e smaltimento di rifiuti speciali. Altro che cooperazione internazionale. D'altra parte, è una di quelle cose di cui tutti parlano a mezza voce, per sentito dire, ma poi smentiscono categoricamente in pubblico. Persino io, che non sono nessuno, ho più volte sentito che i rifiuti siciliani (e non solo) vengono sversati nel continente-pattumiera dall'altra parte del Mediterraneo. Ci sono inchieste su mafia e 'ndrangheta che fanno affari con il traffico dei rifiuti, anche grazie al sostegno della criminalità maltese. Peraltro sono stato in Africa per tre mesi e mezzo, ci ho lavorato e gli occhi per vedere e le orecchie per sentire ce li avevo. In Repubblica Democratica del Congo non c'erano forse rifiuti italiani, ma in generale gli scarti dell'opulenta società occidentale.
Dunque non c'è da stupirsi se a Palermo è stato scoperto un traffico di rifiuti speciali tra la Sicilia e l'Africa. Una discarica abusiva per lo stoccaggio, smontaggio e spedizione dei rifiuti direttamente in Ghana e Congo. Nove denunciati, tre italiani e sei africani. In un'area di 5 mila metri quadrati sono stati sequestrati 700 metri cubi di materiali, tra elettrodomestici, pneumatici, automobili, cibi scaduti, e altre amenità varie ed eventuali.
In Africa i rifiuti europei rinascono a nuova vita, lì il riciclo è una vera arte. L'Africa può solo darci lezioni: l'ambiente è rispettato e lo spreco è un crimine. Crimine che abbiamo esportato noi ricchi e civili occidentali, quelli che portano qua e là la democrazia.
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venerdì 24 giugno 2011
lunedì 28 marzo 2011
Virtuosismi fuori dal Comune
Non lo sapevo, lo ammetto. Ignoravo che dal 2005 esiste un'Associazione dei Comuni Virtuosi (Acv). Per iscriversi occorre rispettare determinati parametri sulla gestione del territorio, sul rispetto dell'ambiente, sulla riduzione dell'inquinamento, sul funzionamento corretto della macchina amministrativa e burocratica. Ecologia e buona amministrazione, in pratica. In uno stato con oltre ottomila comuni, solo 53 sono virtuosi. Lo 0,65% del totale, decimale più, decimale meno. E i comuni siciliani hanno una rappresentanza più che esigua: uno. Un solo comune su 390, tremila abitanti: Aci Bonaccorsi, una delle tante "Aci" in provincia di Catania. Dove addirittura il cimitero sarà ecosostenibile. Solo uno, dunque: evidentemente le amministrazioni e gli enti locali siciliani stanno peggio degli altri. Oltre alla burocrazia e alla scarsa programmazione, metteteci pure il clientelismo e i favoritismi. Altro che virtù.
Quello che colpisce nel modello Acv è che l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni, non abbia mai pensato di inserire nel suo statuto i parametri di funzionalità e responsabilità dei comuni "buoni". E forse la chiave di lettura principale sta proprio nella responsabilità. Il fatto è che non sono previste sanzioni ai sindaci che hanno gestito male i loro enti. Cioè ci sono comuni falliti e andati in dissesto, soprattutto al sud e in Sicilia, ma i sindaci hanno continuato a governare e fare politica. Virtuosi della poltrona.
Quello che colpisce nel modello Acv è che l'Anci, l'associazione nazionale dei comuni, non abbia mai pensato di inserire nel suo statuto i parametri di funzionalità e responsabilità dei comuni "buoni". E forse la chiave di lettura principale sta proprio nella responsabilità. Il fatto è che non sono previste sanzioni ai sindaci che hanno gestito male i loro enti. Cioè ci sono comuni falliti e andati in dissesto, soprattutto al sud e in Sicilia, ma i sindaci hanno continuato a governare e fare politica. Virtuosi della poltrona.
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