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mercoledì 18 settembre 2024

L'era il gran visir de tücc i terun

Immaginate un bambino siciliano di 7 anni. Con i capelli corti e gli occhi a palla. Timido. Ero io. Ma quando avevo sette anni all'improvviso vidi che un'altra faccia siciliana con i capelli corti e gli occhi a palla diventò la più famosa del mondo. Avevo 7 anni nel 1990. La faccia era quella, ovviamente, di Totò Schillaci. La sua faccia l'avevo incrociata qualche volta in tv quando mio nonno guardava le partite del Messina. Ma nelle "notti magiche" del Mondiale del '90 quella faccia era dappertutto. E soprattutto quegli occhi.
Io li conosco quegli occhi, li ho visti mille volte in Sicilia, sono gli occhi di una persona buona. Per questo, non solo per quella fugace estate del sogno e del mito, sono molto triste che Schillaci non ci sia più. Come adesso ripenso con un pizzico di malinconia a quella scena del 16 gennaio 2023 che allora fece sorridere, quando Totò si trovava alla clinica La Maddalena di Palermo, quella dove fu arrestato Matteo Messina Denaro, e disse "sembrava un manicomio, una scena da Far West". Era lì per curarsi dal tumore...
Totò Schillaci era uno di noi, uno comune, venuto fuori dal nulla, che incarnava la proverbiale scalata del piccolo uomo del Sud a colpi di sacrifici, talento, caparbietà, ma anche sentimento e incredulità. Quando era alla Juventus si diceva intimidito di dover giocare tutte le domeniche davanti agli Agnelli. Dimostrava così che avere carattere ed essere umili non sono in contraddizione. Tra l'altro fu lui, indirettamente, a farmi restare per anni con un dubbio: ma perché lui si chiama Totò ed è Salvatore, mentre quell'altro Totò, il Principe napoletano, era Antonio? Differenze territoriali, scoprii. Non dico poi la sorpresa da adulto quando ho scoperto l'esistenza di un pittore del Rinascimento ferrarese noto come Maestro dagli occhi spalancati. Non nego che mi feci una risatina: ma il Maestro dagli occhi spalancati è Totò Schillaci! Addio, artista. Anzi, gran visir de tücc i terun.



giovedì 13 gennaio 2011

La passione della Valletta per i calciatori

La Sicilia ha due squadre di calcio in serie A, Palermo e Catania, più una manciata di formazioni nelle serie professionistiche minori. Questo non basta a scalare le graduatorie sullo sport in Italia. Eppure, qualcuno potrebbe persino vedere nella Sicilia il suo "Eldorado". Qualcuno a Malta, per esempio. L'opinione è mia, non se la prendano gli amici dell'Isola dei Cavalieri. Qualche giorno fa ho letto sul Times of Malta un articolo sulla ricerca di un tale Emren John Vella, fanatico di calcio che si preoccupa dei motivi per cui Malta non riesce a raggiungere livelli e risultati importanti nel football. Le risposte non sono poi così difficili da trovare: un Paese piccolo, poco abitato, calcio semi-professionistico (o semi-dilettantistico?), scarsi investimenti. Più interessanti le eventuali soluzioni. Già da tempo ho notato che in giro per la Rete, in molti blog, si suggerisce di far giocare qualche club maltese in Italia. L'ipotesi è stata presa in considerazione addirittura da Louis Micallef, un alto dirigente della federcalcio maltese. Vella propone che le migliori squadre maltesi vadano a giocare nelle serie minori delle leghe italiane, naturalmente in Sicilia, così i costi non sarebbero esagerati. D'altra parte le due isole sono vicine, ci vuole un'oretta di catamarano per arrivare a Malta da Pozzallo (a sud di Tunisi...).
Il modello sono evidentemente i team gallesi che giocano nei campionati inglesi, o forse il San Marino che gioca nella ex C2 italiana (ma tutte le altre squadre della Repubblica del Titano giocano nella loro piccola patria), o il Monaco nel campionato francese. Ma il livello non è lo stesso. Quasi tutti i nazionali maltesi giocano in patria, tranne un paio tra Inghilterra (ma in Championship, la serie B), Ungheria, Australia e Nuova Zelanda (sic). Ma la Sicilia è sempre all'orizzonte. Su alcuni siti maltesi si è parlato nei mesi scorsi di Vincenzo Camilleri, difensore della Juventus, ora alla Reggina, nato a Gela. Il cognome Camilleri è sul podio dei tre più diffusi nell'Isola dei Cavalieri e a La Valletta ci si chiedeva se il calciatore avesse origini maltesi e fosse eleggibile per la nazionale al 111° posto del ranking Fifa.

Aggiornamento del 26 marzo 2013. In occasione della partita di qualificazione ai Mondiali 2014 tra Malta e Italia a Ta' Qali, scopro che la nazionale maltese è scivolata addirittura al 147° posto del ranking Fifa. E sottolineo con un sorriso compiaciuto, ripensando a questo vecchio post, la presenza in campo tra i maltesi di giocatori che si chiamano Clayton Failla, Ryan Camilleri, André Schembri, Jonathan Caruana. Cognomi siculi, nomi un po' meno.