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martedì 14 giugno 2011
Isolani isolati #6
lunedì 13 giugno 2011
La Sicilia al ballottaggio
Dopo il primo turno delle elezioni amministrative, che nei comuni con più di 10mila abitanti ha visto confermarsi subito il solo Nello Dipasquale a sindaco di Ragusa (e l'imbarazzante plebiscito per Firetto a Porto Empedocle), anche in Sicilia è stato tempo di ballottaggi. In coincidenza con i referenda nazionali. Sono dunque 11 i comuni - 265mila elettori - che hanno dovuto attendere il secondo turno di domenica 12 e lunedì 13 giugno per sapere chi saranno i nuovi sindaci e consiglieri comunali.
L'affluenza definitiva è stata del 63,37% (168.072 elettori). Rispetto al primo turno, netto calo del 7,58%: due settimane fa aveva votato il 70,95% degli aventi diritto. Sopra il 70% i due comuni messinesi al voto, Patti e Capo d'Orlando. Il dato più basso a Favara (AG), con il 57,06% e dieci punti in meno rispetto al primo turno. Tra il 61 e il 65% l'affluenza negli altri comuni. Interessante notare che mediamente negli 11 comuni la gente ha votato più per il referendum che non per il ballottaggio delle amministrative.
L'affluenza definitiva è stata del 63,37% (168.072 elettori). Rispetto al primo turno, netto calo del 7,58%: due settimane fa aveva votato il 70,95% degli aventi diritto. Sopra il 70% i due comuni messinesi al voto, Patti e Capo d'Orlando. Il dato più basso a Favara (AG), con il 57,06% e dieci punti in meno rispetto al primo turno. Tra il 61 e il 65% l'affluenza negli altri comuni. Interessante notare che mediamente negli 11 comuni la gente ha votato più per il referendum che non per il ballottaggio delle amministrative.
giovedì 9 giugno 2011
Acqua, acqua delle mie brame...
Ma qui vorrei dire un paio di cose sull'acqua in Sicilia. Nella mia regione, su nove Ato idrici provinciali sei sono a gestione privata. Una lezione interessante per chi ha deciso di votare "no". Nel 2007 l'allora presidente della Regione Totò Cuffaro varò la privatizzazione dell'acqua. Le proteste non mancarono, neanche a destra e nello stesso partito di Cuffaro, l'Udc. Sindaci, consiglieri, deputati, comitati, semplici cittadini si unirono nella lotta contro l'affidamento della gestione ai privati. Non nego che in alcuni casi ci fosse una chiara strumentalizzazione politica. I sindaci "ribelli" però ci sono ancora. Dall'Ato di Palermo ora arriva ad alcuni di loro un avvertimento: chi non ha ancora voluto conferire l'acqua alla società di gestione, se ne assumerà le responsabilità. A Catania c'è la Servizi idrici Spa, illegittima perché ottenne l'appalto senza gare e fuori tempo massimo: la società è bloccata ma i costi di gestione sono aumentati. La Acque Potabili Siciliane (Aps) riceveva contributi regionali in caso di mancati utili, ma ora non li riceve più ed è in liquidazione. Come succede in questi casi, oltre a "capitalizzare i profitti" si devono anche "socializzare le perdite". Traduzione: per coprire il deficit di Aps, i soldi dovrebbero metterli i comuni. Otto milioni di euro. Per non parlare dei costi di trattamento (cloro) e dello stato degli acquedotti siciliani: ogni anno si perde più della metà dell'acqua della rete regionale.
mercoledì 12 gennaio 2011
Partito e mai arrivato
Percentuali bulgare: 97,4% a Caltagirone, 93% in otto comuni dell'ennese. Non si tratta di un voto dei soviet supremi locali (al centro della Sicilia sono improbabili), ma dei referendum (anzi, referenda) con cui gli elettori del Partito Democratico si sono espressi contro l'alleanza del centrosinistra con il Mpa alla Regione. Il voto è netto, il no all'accordo lo è ancora di più. Il piddì che sta con la quarta giunta Lombardo dice che sono andati a votare anche elettori di centrodestra, giusto per il piacere di mettere in difficoltà il partito guidato da Giuseppe Lupo. Il segretario regionale aveva pure commissariato il circolo di Caltagirone, perché il referendum sarebbe illegittimo. Però anche alle primarie regionali del 2009 poteva votare chiunque, compresi i non tesserati. E poi si è votato a Caltagirone ed Enna e toccherà presto a Gela: le uniche aree della Sicilia dove il centrosinistra ancora prende voti e "governa". A Caltagirone il Pd vince le elezioni, designa deputati, amministra da tempo e bene, con una gestione trasparente ed esemplare, per stessa ammissione dei vertici regionali del partito. Enna è l'inespugnabile feudo di Vladimiro "Mirello" Crisafulli, chiacchierato e discusso onorevole di sinistra, comunque sempre gradito alle segreterie centrali. Gela ha avuto persino un sindaco comunista, Saro Crocetta, ora eurodeputato.
I voti sono simbolici, non avranno alcun riflesso concreto sulla politica del Pd nei suoi rapporti con Lombardo. Però sono il segnale dell'insofferenza, del disagio e della rabbia di un elettorato che in buona parte non si spiega come si sia potuti passare dall'opposizione all'ingresso in giunta al posto del Pdl. Nell'Isola abbondano ormai le amministrazioni "ibride", dove sembra ingenuo distinguere tra destra, sinistra e centro. Si insiste a parlare di laboratorio-Sicilia, ma da certi esperimenti ogni tanto nasce pure Frankenstein.
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