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mercoledì 9 febbraio 2011

Sizilien über Alles?

Tutte le volte che si gioca Italia-Germania, il pensiero corre inevitabilmente alla mitica semifinale dei mondiali di calcio Messico 1970. La partita del secolo, 4-3, i supplementari più emozionanti della storia, la targa commemorativa allo stadio Azteca. Con il tema di questo blog, in effetti non c'entrerebbe molto. Ma faccio lo stesso un paio di considerazioni (pretestuose) e riuscirò a infilarci la Sicilia. Tiè.
A quei Mondiali avrebbe dovuto partecipare il più grande calciatore siciliano della storia, Pietruzzu "u' turcu" Anastasi. Non arrivò a Ciudad con la squadra di Valcareggi a causa di un problema fisico. Non dico infortunio, perché non fu un classico infortunio calcistico. Né parlo dell'appendicite pre-Mondiale di cui si è spesso parlato ufficiosamente. Non partecipò invece per un altro motivo: uno scherzo con un massaggiatore negli spogliatoi durante il ritiro a Toluca. Fu colpito con un asciugamani bagnato ai genitali e fu costretto a operarsi d'urgenza per riparare la torsione di un "funicolo spermatico". Peccato per lui (in tutti i sensi), il catanese era fortissimo (memorabile un suo gol contro la Jugoslavia in finale degli Europei 1968).
Un altro siciliano in quel mondiale c'era, ma giocò poco, entrando solo nel secondo tempo della partita contro l'Uruguay. Il palermitano Giuseppe Furino. Quello era comunque il suo esordio assoluto con la maglia della Nazionale.
Nelle altre storiche partite tra l'Italia e la Germania, cioè finale dei mondiali 1982 e semifinale 2006, niente siciliani. Vabbè, in Spagna c'era pure Claudio Gentile, nato in Libia da una famiglia originaria di Noto.
Ma poi al massimo un giocatore del Palermo (su quattro in rosa), comunque decisivo, l'eroe del mondiale tedesco Fabio Grosso.
Stasera si gioca a Dortmund, nello stesso stadio della semifinale del 2006. Nessun siciliano, ancora tre calciatori rosanero, più la "Formica Atomica" Giovinco, torinese di padre palermitano di Bisacquino.
Ecco, questo post è stato una scusa per raccontare quanta poca Sicilia c'è stata mediamente nel calcio azzurro. Però dopo quella partita del 17 giugno 1970, il Coni regionale si inventò un "Trofeo Sicilia" di calcio. Non capisco che legame potesse esserci, intanto siamo arrivati alla 41esima edizione.
E io ho scritto un post altrettanto scollegato.

lunedì 7 febbraio 2011

L'Orlando appassionato

«Vi racconto il mio SB». Parola di Leoluca Orlando. Non è una improvvisa (e improbabile) dichiarazione di stima e vicinanza al "nemico". SB non sono le iniziali del presidente del Consiglio, ma è l'abbreviazione di Superbowl. Football americano, dunque. Che c'azzecca Orlando (direbbe il suo capo di partito)? Beh, è il presidente della Fidaf, la federazione italiana di questo sport. Sì, proprio lui, l'ex sindaco di Palermo, l'uomo della "primavera antimafia", il volto della stagione della Rete, il pasionario dell'Italia dei Valori, l'intellettuale germanofono.
Da primo cittadino era riuscito addirittura a portare nel 1999 nel capoluogo isolano la prima edizione del campionato mondiale di football americano. Il legame con quello sport è stato tale che dal 2002 Orlando è il presidente federale. Di una disciplina che negli ultimi anni cresce in numero di praticanti e club (76 affiliati) e che da un mese è pure associata al Coni. Per la cronaca, il football americano non è uno sport olimpico. In Italia invece è affiliato al comitato olimpico. Misteri della fede(razione).
Chissà se touchdown e quarterback sono traducibili in siciliano... Per chi non ci credesse, il legame tra Sicilia e football americano però era saldo già prima di Leoluca Orlando.
1978, capolavoro di un regista nato a Corleone, Michele Lupo, un altro palermitano: