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sabato 4 aprile 2015
La Ṣiqilliyya
Anche se siamo solo a inizio aprile, quella che sto per segnalare "rischia" di essere davvero la più bella pagina di giornale pubblicata in Italia nel 2015. Il catanese La Sicilia, uno dei due più importanti quotidiani dell'Isola (l'altro è il palermitano Giornale di Sicilia), che quest'anno celebra i suoi primi 70 anni, oggi ha pubblicato una doppia pagina, in italiano e in arabo, per ricordare, con testimonianze inedite, "la strage dei 500" migranti morti il 9 settembre 2014 nel Canale di Sicilia. Un reportage da Pozzallo «per dare un nome ai dispersi», a firma di Franca Antoci (sua l'idea: bravissima!) e la traduzione di Fethia Bouhajeb e Valentina Maci per ciò che rappresenta lo vero spirito di questo mestiere, il giornalismo, bistrattato spesso con piena ragione, ma che può offrire chiavi di lettura e riflessione. Anzi, deve, non può. E poi, a dirla tutta, le pagine sono pure belle dal punto di vista grafico. La stampa è a cura della tipografia Elle Due di Ragusa.
venerdì 12 agosto 2011
Happy birthday, Mr. Balotelli
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| Con Roberto Mancini al Manchester City |
Io ho scoperto Mario ancora prima che "esplodesse", grazie al lavoro che dovevo fare per la mia tesi di laurea specialistica. «Black Italians e Bleus Noirs: dall'interdizione razziale all'integrazione dei calciatori di colore italiani e francesi»: una tesi in antropologia culturale sul calcio. Strano, ma vero. Per questo motivo, ho seguito Mario Balotelli via via che diventava sempre più noto, per i risultati sportivi e per le sceneggiate dentro e fuori dal campo - che stranamente sono aumentate dopo la mia laurea... Di Balotelli, e soprattutto del suo carattere, tanto si è detto e si continuerà a dire e scrivere. Non è uno sport che mi interessa. So soltanto che la sua figura è importante nel contesto di cui parlavo nella tesi: lui è adesso uno dei più famosi Black Italians nel mondo dello sport e della società. Con buona pace di quelli che hanno la faccia tosta di dire che con i loro slogan tipo "Non ci sono negri italiani" vogliono solo criticare i suoi modi antipatici e arroganti. Gli stessi modi che, tra l'altro, finiscono per giustificare le pedate di Totti.
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| Angelo Ogbonna, Mario Balotelli, Stefano Okaka. Italiani |
Parte del lavoro della mia tesi consisteva nell'analisi della stampa sportiva e di come questa trattava la presenza di "italiani neri" nel calcio. Allora non avevo ancora deciso di intraprendere la strada del giornalismo e non risparmiavo critiche a un certo linguaggio "disinvolto". Le critiche le risparmio ancora meno adesso che in quel mondo ci sono entrato pure io, comunque. Trovavo assurdo che qualche organo di stampa siciliano fosse fissato con la nascita palermitana di SuperMario. Su un supplemento de La Sicilia, Mariella Caruso ha scritto il 16 marzo 2008 che Mario ha "sangue africano, anima siciliana". Per la tesi ho intervistato la sorella di Balotelli. Che si chiama Cristina e non Abigail Barwuah, è una brava giornalista di Radio 24 e non una ragazza in cerca di notorietà come "la sorella di uno famoso". Cristina Balotelli così mi ha risposto sul tentativo di assegnare a Mario una patente di sicilianità:
«Può sembrare paradossale il fatto che si insista molto su una presunta "appartenenza a Palermo" di Mario per il solo fatto che è nato in quella città. Come dimostra anche il suo accento, Mario è cresciuto a Brescia e di Palermo ricorda ben poco perché era troppo piccolo. Se ha un certo legame con una città, questa è senz'altro Brescia»Faccio gli auguri di buon compleanno a Mario Balotelli, non più Barwuah. E pazienza se non è siciliano come me. Mi basta che sia italiano, come me.
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