Donna Gaetana era un'anticonformista. Con il sangue molto blu, certo, ma un personaggio da romanzo, di quelli anche un po' scandalosi (sposò pure un ex prete gesuita). Doña María del Rosario Cayetana Paloma Alfonsa Victoria Eugenia Fernanda Teresa Francisca de Paula Lourdes Antonia Josefa Fausta Rita Castor Dorotea Santa Esperanza Fitz-James Stuart, Silva, Falcó y Gurtubay, nome lungo, da vera aristocratica, aveva una cinquantina di titoli nobiliari, un record assoluto da Guinness. Il più importante era quello di duchessa di Alba, oltre che quello di regina del gossip, naturalmente.
Oggi, a 88 anni, la nobildonna spagnola Cayetana Fitz-James Stuart è morta. Doña Cayetana era anche, tra le tante altre cose, l'ultima a fregiarsi del titolo di conte(ssa) di Modica. Credevo che non ne esistessero più e invece le vie dell'aristocrazia sono infinite. Lei era infatti dal 1955 il ventunesimo conte, in linea di discendenza diretta da Carlos Miguel Fitz-James Stuart, ultimo conte effettivo fino al 1816 (anno della soppressione della Contea inglobata dai Borbone).
Credo che la duchessa-contessa in vita non sia mai passata da Modica. Peccato. Ora il titolo dovrebbe passare al figlio primogenito, Carlos Fitz-James Stuart, duca di Huéscar e legittimo erede della casa d'Alba. Nonché testimone di matrimonio della madre alle sue terze nozze del 2011 (sic). Di due anni più vecchio dell'ultimo marito della mamma, peraltro. Ecco, è anche per cose del genere che ci mancherà la duchessa, pardon contessa.
Chissà se il sindaco di Modica, prodigo di rifacimenti della toponomastica cittadina, ora le dedicherà una strada...
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giovedì 20 novembre 2014
lunedì 19 agosto 2013
Ansa da prestazione
Non è bello scherzare sulle cose serie, lo so. L'immigrazione, il dramma degli sbarchi in Sicilia, le centinaia, migliaia di disperati che fuggono da guerra, violenza e povertà (non ci sono solo siriani ed egiziani, ma ancora subsahariani e del Corno d'Africa), insomma non sono argomenti da trattare con sufficienza. Io però l'altro giorno non ho potuto fare a meno di lasciarmi scappare un sorriso amaro, che non riguarda direttamente l'emergenza di queste settimane ma anzi ha a che fare con la mia professione. E questo mi serve da spunto per parlare anche d'altro.
Io sono fissato con la geografia, su questo blog ne ho dato prova. Però la mia "ossessione" non c'entra con un errore macroscopico battuto dalle agenzie Ansa. Non mi permetto di giudicare nessun collega. Solo che Pozzallo, dove è attraccata la motovedetta della Guardia costiera con 95 migranti a bordo, non è in provincia di Siracusa ma di Ragusa. Per quel che valgono le province siciliane prossime all'abolizione, chiaro. L'errore è comunque serio, non è un mio capriccio. L'ho fatto notare a un'amica e collega ragusana, con la quale – per il consolidato campanilismo – scherzo spesso su Modica, Ragusa, la provincia e amenità simili. La sua risposta: «Mandiamo all'Ansa una vecchia mappa dei Cabrera?».
I Cabrera sono una delle famiglie, di origine spagnola, che governò in quella che per lunghi secoli è stata la Contea di Modica. L'inizio della Contea è datato al 1296 e la sua fine ufficialmente al 1816. I Cabrera regnarono dal 1392 al 1481, quando poi si unirono agli Enriquez e insieme furono al potere fino al 1742. A Pozzallo, che negli anni del Regnum in Regno modicano (ecco perché "regnarono" e non semplicemente "governarono"; proprio sotto i Cabrera quello status di autonomia riconosciuto ai conti dai regnanti di Sicilia venne formalizzato anche negli atti di investitura, ndr) era il caricatore, cioè il porto della Contea, il monumento più famoso è la Torre Cabrera, costruita nel XV secolo a difesa dei moli e dei pontili.
Con la fine della Contea e del feudalesimo sotto i Borbone, Modica divenne capoluogo di distretto all'interno della nuova intendenza di Siracusa. Dal 1860 poi cambiarono pure i nomi e Siracusa divenne provincia e Modica capoluogo di circondario. Questo fino al 1926, quando la mia città fu provincia – per un solo anno – prima dello scippo ragusano (fascista) su cui ancora oggi si ironizza con l'amica e collega Silvia. Ecco, dal 1860 al 1926 Pozzallo fu davvero in provincia di Siracusa. L'Ansa deve essersi evidentemente rituffata nella storia delle pubbliche amministrazioni della Sicilia sud-orientale.
Tornando all'oggi, esiste ancora qualcuno che possa fregiarsi del titolo di conte di Modica. In realtà è una contessa. Doña María del Rosario Cayetana Paloma Alfonsa Victoria Eugenia Fernanda Teresa Francisca de Paula Lourdes Antonia Josefa Fausta Rita Castor Dorotea Santa Esperanza Fitz-James Stuart, Silva, Falcó y Gurtubay è la 21ª contessa di Modica. E non elencherò gli altri suoi 50 e passa titoli nobiliari... (è suo il Guinness dei primati in materia) La regina del gossip Cayetana Fitz-James Stuart – molto chiacchierate le sue terze nozze nel 2011 – è soprattutto la 18ª duchessa di Alba e proprio gli Alba de Tormes sono stati gli ultimi conti di Modica.
Una volta gli stranieri che arrivavano dalle nostre parti erano gli spagnoli. Quelli ricchi, i nobili che poi comandavano. Adesso le nazionalità, le provenienze e i motivi sono diversi. Ma questa, naturalmente, è un'altra storia. Forse anche un'altra geografia.
P.S. Silvia è mezza spagnola.
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I Cabrera sono una delle famiglie, di origine spagnola, che governò in quella che per lunghi secoli è stata la Contea di Modica. L'inizio della Contea è datato al 1296 e la sua fine ufficialmente al 1816. I Cabrera regnarono dal 1392 al 1481, quando poi si unirono agli Enriquez e insieme furono al potere fino al 1742. A Pozzallo, che negli anni del Regnum in Regno modicano (ecco perché "regnarono" e non semplicemente "governarono"; proprio sotto i Cabrera quello status di autonomia riconosciuto ai conti dai regnanti di Sicilia venne formalizzato anche negli atti di investitura, ndr) era il caricatore, cioè il porto della Contea, il monumento più famoso è la Torre Cabrera, costruita nel XV secolo a difesa dei moli e dei pontili.
Con la fine della Contea e del feudalesimo sotto i Borbone, Modica divenne capoluogo di distretto all'interno della nuova intendenza di Siracusa. Dal 1860 poi cambiarono pure i nomi e Siracusa divenne provincia e Modica capoluogo di circondario. Questo fino al 1926, quando la mia città fu provincia – per un solo anno – prima dello scippo ragusano (fascista) su cui ancora oggi si ironizza con l'amica e collega Silvia. Ecco, dal 1860 al 1926 Pozzallo fu davvero in provincia di Siracusa. L'Ansa deve essersi evidentemente rituffata nella storia delle pubbliche amministrazioni della Sicilia sud-orientale.
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Che roba, Contessa... |
Una volta gli stranieri che arrivavano dalle nostre parti erano gli spagnoli. Quelli ricchi, i nobili che poi comandavano. Adesso le nazionalità, le provenienze e i motivi sono diversi. Ma questa, naturalmente, è un'altra storia. Forse anche un'altra geografia.
P.S. Silvia è mezza spagnola.
domenica 13 marzo 2011
Ieri, oggi, Poidomani
A volte mi capita di navigare alla ricerca di date ed eventi significativi, non solo quando cerco notizie per questo blog. Il 13 marzo 1979, trentadue anni fa (beh, non proprio cifra tonda da anniversario, ma tant'è), moriva a Modica uno dei miei concittadini più illustri, purtroppo poco conosciuto. Raffaele Poidomani Moncada, di famiglia nobile e con antenati nell'amministrazione della storica Contea di Modica, è stato scrittore, storico e giornalista. Il suo nome è legato al capolavoro Carrube e Cavalieri, un libro che nel 1954 quasi anticipa l'umorismo raffinato di Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo uscì nel 1958) nel raccontare una saga nobil-familiare di inizio secolo. Ho sempre pensato che questo fosse uno dei libri obbligatori da leggere per un siciliano, perlomeno per un modicano o un ibleo in generale. Del libro ho anche un ricordo visivo, la copertina ingiallita che lo rendeva vecchio quasi quanto la storia raccontata. Però dalle mie parti non lo conoscono in molti, solo nel 1970 è arrivata una seconda edizione pubblicata a Ragusa (la prima era romana). Io lo consiglio, mi concedo questo spazio "letterario".
Al funerale c'erano solo i parenti, il medico curante, il senatore Dc Giuseppe La Rosa e il sindaco Gaspare Basile. Solo, malato e dimenticato. Non ho pretese, ma spero che qualcuno, leggendo queste righe, si incuriosisca e gli renda onore e merito. Di Poidomani si è parlato un po' più del solito due anni fa, per il trentesimo della morte. Gli è stato intitolato un circolo didattico a Modica. Ricordo poi che il concittadino Carmelo Chiaramonte, chef razionalmente folle (lui si fa chiamare "cuciniere errante"), dedicò due giorni allo scrittore ricreando un menù con i piatti citati nel libro.
Invece Raffaele Poidomani è molto più noto a Modica per essere il padre di Aristide, clochard cinquantenne simpatico e casinaro che vanta addirittura un fan club su Facebook con duecento sostenitori. Aristide è il figlio di Poidomani e della pianista veneta Federica Dolcetti, morta nel 1999. Chissà quanti dei fan hanno mai letto i libri del papà, oltre ad aver ascoltato i concerti improvvisati di Aristide sotto il municipio...
Al funerale c'erano solo i parenti, il medico curante, il senatore Dc Giuseppe La Rosa e il sindaco Gaspare Basile. Solo, malato e dimenticato. Non ho pretese, ma spero che qualcuno, leggendo queste righe, si incuriosisca e gli renda onore e merito. Di Poidomani si è parlato un po' più del solito due anni fa, per il trentesimo della morte. Gli è stato intitolato un circolo didattico a Modica. Ricordo poi che il concittadino Carmelo Chiaramonte, chef razionalmente folle (lui si fa chiamare "cuciniere errante"), dedicò due giorni allo scrittore ricreando un menù con i piatti citati nel libro.
Invece Raffaele Poidomani è molto più noto a Modica per essere il padre di Aristide, clochard cinquantenne simpatico e casinaro che vanta addirittura un fan club su Facebook con duecento sostenitori. Aristide è il figlio di Poidomani e della pianista veneta Federica Dolcetti, morta nel 1999. Chissà quanti dei fan hanno mai letto i libri del papà, oltre ad aver ascoltato i concerti improvvisati di Aristide sotto il municipio...
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