Visualizzazione post con etichetta Mauro De Mauro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mauro De Mauro. Mostra tutti i post

venerdì 10 giugno 2011

Insufficienza grave

Stavolta Totò Riina è stato assolto. Si potrebbe dire: ne ha fatte talmente tante che ci sta pure che per una volta la colpa non sia sua. Mah. Pensavo che con la richiesta di ergastolo per Totò 'u curtu si potesse arrivare finalmente alla verità sulla scomparsa e sulla morte di Mauro De Mauro nel 1970. E invece no. I giudici della corte d'assise di Palermo non hanno accolto le richieste dei pm Antonio Ingroia e Sergio Demontis. Motivo dell'assoluzione: articolo 530 del codice di procedura penale, "incompletezza della prova". Quella che una volta si chiamava insufficienza di prove. Evidentemente le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (Buscetta, Marino Mannoia, Mutolo) non sono state ritenute attendibili. Ricordo che Tommaso Buscetta è quello che più di venticinque anni fa disse a Falcone e Borsellino che Cosa Nostra aveva condannato il giornalista dell'Ora otto anni prima di ammazzarlo. A più di quarant'anni dalla morte di De Mauro, quell'omicidio rimane impunito. E il capo dei capi si risparmia un ergastolo.
Che questa storia sia una storiaccia di depistaggi, "deviazioni", coperture, connivenze, la corte palermitana pare riconoscerlo. I giudici hanno trasmesso gli atti al pm per procedere per falsa testimonianza contro alcune persone che hanno deposto nel processo: l'ex Sisde Bruno Contrada, l'avvocato Giuseppe Lupi e i giornalisti Pietro Zullino e Paolo Pietroni.
Di questo passo, sapere chi ha ucciso Mauro De Mauro, ma soprattutto perché, e chi c'è davvero dietro, rimarrà ancora un mistero irrisolto. L'ennesimo buco nero nella storia della Repubblica.

sabato 23 aprile 2011

Il cadavere che camminava

I pm di Palermo hanno chiesto un altro ergastolo per Totò Riina. Non che sia una notizia. Però l'ultimo si intreccia ancora di più a pezzi di storia oscura di questo Paese. Sarebbe Totò 'u curtu, unico superstite della cupola di Cosa Nostra, il mandante dell'omicidio di Mauro De Mauro, il giornalista dell'Ora di Palermo scomparso il 16 settembre 1970. De Mauro era il fratello di Tullio, linguista ed ex ministro, e dunque zio di Giovanni, direttore di Internazionale. Ma De Mauro era soprattutto un grande cronista, dalla storia e dal passato controverso. Dalla militanza fascista al lavoro per il quotidiano comunista del capoluogo siciliano. Ucciso dunque dalla mafia, ma il suo corpo non è mai stato trovato (lo ricorda pure Francesco De Gregori). Inutile parlare della vicenda giudiziaria: dopo più di quarant'anni si è arrivati a malapena alle richieste dei pm.
Qualche considerazione invece sul delitto e su De Mauro. Un giornalista scomodo, su cui, come avrebbe detto il pentito Buscetta nell'85 a Falcone e Borsellino, la mafia aveva emesso presto una condanna a morte. Già nel 1962. Insomma, "un cadavere che camminava". Troppo scomodo, e non solo per la mafia. Una storia di depistaggi, controversie, manovre occulte. De Mauro è morto mentre indagava su due grandi misteri italiani: la morte di Enrico Mattei e il tentato golpe Borghese. Il giornalista era stato avvistato anche a Ragusa qualche giorno prima della scomparsa: cercava elementi sull'eversione di destra. E questo lo ricordo solo per ribadire quanto anche la provincia babba sia stata al centro delle storie più torbide della Repubblica. Mafia compresa.
Mauro De Mauro è uno dei nove giornalisti italiani uccisi dalla mafia. Ma spesso non è solo mafia. Anche Mauro Rostagno, ucciso nel 1988, sarebbe morto perché indagava su depistaggi, pezzi di istituzioni "deviate", connivenze e complicità. Ora spuntano gli appunti scomparsi in cui il giornalista-sociologo trapanese denunciava quegli intrecci. Vediamo se almeno in questo caso si arriverà alla verità prima che passino quarant'anni.