Sui campi di calcio di provincia, nelle serie minori e dilettantistiche, succede un po' di tutto. E la Sicilia non sfugge alla regola, naturalmente. Violenze, scontri, polemiche, arbitri inseguiti... Ad Agrigento e dintorni - ma è sicuramente solo un caso - si concentrano i casi più interessanti. Che non riguardano solo i tifosi o gli ultrà, ma anche giocatori e dirigenti. Stavolta tocca a Gaetano Sferrazza, 19enne dell'Akragas, la squadra del capoluogo in Eccellenza. Sferrazza è stato squalificato già a novembre per due anni, per aver dato un calcio a un guardalinee. E non giocava neppure, era in panchina. Oltre alla squalifica, ora si è beccato pure il Daspo e dovrà firmare per due anni in Questura a ogni partita dell'Akragas. La notizia non è nuovissima né originale, ma vale la pena spendere qualche riga su Sferrazza. Anzi sugli Sferrazza.
Il calciatore dell'Akragas è infatti il nipote di Gioacchino Sferrazza, ex presidente ma de facto ancora padrone della squadra. Sferrazza senior è un personaggio che ha sempre trovato il modo di farsi notare, a modo suo. Nel settembre 2009 ha dedicato una vittoria al boss Nicola Ribisi, arrestato qualche giorno prima. Per questo è stato rinviato a giudizio due mesi fa per istigazione a delinquere. E un anno fa è stato deferito per aver fatto indossare ai suoi calciatori maglie con il suo volto al posto dello sponsor, in segno di solidarietà. Pochi giorni fa, poi, ha minacciato di ritirare la squadra - tanto è a rischio radiazione, se continua così.
Anche in questo caso, quando si dice che la prima educazione si apprende in famiglia...
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lunedì 28 febbraio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
Quelli che il... Daspo
Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, Daspo. Il nome ormai è noto, lo si sente spesso.
È il provvedimento firmato dalla Questura e convalidato dal Gip dopo gli episodi di violenza negli stadi. Dunque non fa più notizia, neanche se gli scontri e i disordini succedono nelle serie minori di calcio. Però quando non coinvolge solo i "tifosi", vale la pena parlarne.
L'episodio in questione è la partita San Giovanni Gemini-Agrigentina, campionato di promozione della provincia girgentina, giocata il 19 dicembre 2010. I padroni di casa sono in vantaggio, quando gli avversari pareggiano in pieno recupero nel secondo tempo. Il gol viene contestato dai tifosi del Gemini, che però sono in buona compagnia. L'allenatore Raimondo Filippazzo e cinque calciatori (Cinà, Ballacchino, Castellini, Castiglione, Cupani: età media 22 anni) si lanciano all'inseguimento dell'arbitro, "salvato" dai carabinieri.
Da oggi non potranno più assistere per tre anni a manifestazione sportive e dovranno presentarsi alla polizia o ai carabinieri al 10° ed al 40° minuto di ogni tempo nelle giornate in cui scenderà in campo il San Giovanni Gemini. Carriera praticamente finita. Insieme a loro, il Daspo è toccato pure a tre ultrà, scalmanati più degli altri, ma soprattutto a un dirigente della squadra, Giovanni Militello. Quando l'esempio viene dall'alto...
Da oggi non potranno più assistere per tre anni a manifestazione sportive e dovranno presentarsi alla polizia o ai carabinieri al 10° ed al 40° minuto di ogni tempo nelle giornate in cui scenderà in campo il San Giovanni Gemini. Carriera praticamente finita. Insieme a loro, il Daspo è toccato pure a tre ultrà, scalmanati più degli altri, ma soprattutto a un dirigente della squadra, Giovanni Militello. Quando l'esempio viene dall'alto...
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