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mercoledì 4 aprile 2012

Per soldi o per Errore?

Con tutto il rispetto e l'affetto (sconfinato) per Fonziu Purtusu, era ovvio che la sua non fosse una candidatura seria. Qualcuno c'ha creduto davvero, evidentemente gli difettava la conoscenza del personaggio. Così i "veri" candidati alla poltrona di sindaco di Agrigento sono sei. Anzi no, cinque. Erano sei fino a questa mattina. Poi Angelo Errore si è ritirato, neanche una settimana dopo aver annunciato l'intenzione di correre. Un forfait sul quale vale la pena ragionare un po'.
Tre sarebbero i motivi della decisione: «Primo, il costo della politica. Non posso rinunciare all'indennità del mio mandato e poi assistere a questo scempio di sperpero di soldi per la campagna elettorale. Secondo, la crisi dei partiti, perché i singoli porteranno ulteriori problemi. Terzo, il ruolo della città, destinata a diventare un segmento povero del B&B». Vado in ordine sparso. Il secondo è di difficile comprensione, non l'ho capito, anche se ho studiato scienze politiche. Il terzo è un cruccio vero di Errore: la colpa è di chi ha tradito il progetto di fare di Agrigento il terzo polo turistico di Sicilia (dopo Taormina e Cefalù), favorendo piuttosto la costruzione di alberghi a Sciacca. Campanilismo turistico, vabbè. Il primo è chiaramente il punto più interessante. Quando si parla di costi della politica, evidentemente, bisogna mettere in conto anche le spese per le campagne elettorali. Errore, con il suo "Movimento Azzurro", non ha troppi soldi da spendere. Lui lascia la campagna elettorale e il movimento – un'associazione ambientalista – lo segue a ruota, sciogliendosi. Non so come intenda farlo, ma Errore insiste sulla partecipazione del suo gruppo alla governance della città. Boh.
Un Errore di gioventù
Così i candidati, in rigoroso ordine alfabetico, rimangono: Giuseppe Arnone, Giampiero Carta, Mariella Lo Bello, Salvatore Pennica e Marco Zambuto. In una città in cui il sindaco uscente, Zambuto, era stato eletto col centrosinistra per passare il giorno dopo dall'altra parte, le schermaglie di Errore non sono forse troppo diverse dalle farse di Fonziu Purtusu.
Ah, dimenticavo. Angelo Errore, 74 anni, deputato regionale della Democrazia Cristiana dal 1981 al 1996, è stato già sindaco di Agrigento. Dal 1976 al 1979. Quando evidentemente candidarsi costava poco.

lunedì 19 marzo 2012

A' tiempu 'i votazioni, ogni Purtusu è vocazioni

So già come andrà a finire. Farà la fine di Giovanni Bivona a suo tempo, o dell'altro suo complice, Angelo Ruoppolo. E dietro sempre il patrocinio nascosto di quel furbastro della comunicazione televisiva, giornalistica e politica che risponde al nome di Lelio Castaldo. I siciliani, e soprattutto gli agrigentini, sanno di cosa parlo. Mi sa che potrebbe essere arrivato il momento di Fonziu Purtusu. O Fofò Purtusu. Comunque Alfonso Restivo.
Quando vedi che certi personaggi che hai scoperto anni fa diventano finalmente "patrimonio comune" (eh, Internet...), cominci a farti qualche domanda. Cosa sa, o meglio saprà, la gente di Fonziu Purtusu ora che rischia di diventare famoso? I siti de la Repubblica e del Corriere dello Sport hanno rilanciato il video - l'ennesimo - con cui Fonziu annuncia di volersi candidare a sindaco di Agrigento. Dico subito che non è vero, non è mai stato vero. Ancora una volta è una meravigliosa trovata di Teleacras, la tv girgentina che vede Restivo-Purtusu tra i suoi personaggi di punta, insieme al "maestro di vita" Bivona e al molesto e iperbolico conduttore di tg Ruoppolo. Il barbiere sgrammaticato che finge di capirne di letteratura (e che però alle elezioni si candidò davvero) e l'anchorman dalla voce stridula sono già diventati personaggi di culto sulla Rete e su certe radio. Fonziu non ancora, ma adesso la platea se l'è presa pure lui.
Alfonso Restivo, classe 1937, è stato falegname, campanaro della cattedrale di Agrigento, è sempre in prima fila nelle manifestazioni folkloristiche e religiose, spesso vestito da paladino di Francia (la sua mania, è in pratica il leitmotiv dei suoi finti programmi elettorali), su Teleacras fa la parte dell'opinionista sportivo. Tifoso e mascotte ufficiale dell'Akragas, la locale squadra di calcio, si ostina a chiamare la tv "Teleakragas". O forse mutua semplicemente il nome greco della città, chissà.
La prima volta che millantò in video la candidatura a sindaco, lo fece sotto le insegne del "Partito Paladino Crociato - Lavoro, Giustizia, Libertà", ora invece è il turno della lista "Paladini per Agrigento" (Ppa). E sul web spopolano i video dei messaggi autogestiti, presenti e passati, con i suoi improbabili programmi elettorali. Demolire la cattedrale per farci un grattacielo, buttare giù il Tempio della Concordia per un centro commerciale, portare l'Akragas in Coppa dei Campioni (sic). Persino un busto di Totò Riina in piazza... Ovvio che dietro c'è una regia divertita e dissacrante, è tutto estremo, assurdo, munnizza. Ma in fondo è solo la parodia di certa politica che invece esiste sul serio. E a noi tutto sommato piace così.
Ma quello che ci piace di più (il plurale è un omaggio all'amico Peppe Candido, pioniere nella scoperta dell'istrione paladino, ndr) è il Fonziu attore. Cioè, quando Fonziu è attore dichiarato, non solo quando finge qualcosa che non è, tipo il candidato sindaco. Purtusu, quando era ancora Alfonso Restivo, ha fatto da comparsa a qualche film, ma il suo apice l'ha toccato con una sitcom rarissima, scritta e diretta da un bravissimo regista agrigentino, Massimo Puglisi. Da lui siamo riusciti tre anni fa ad avere quel documento eccezionale, «un film girato bene, consapevole della propria demenzialità», come ebbe a chiosare quel geniaccio di Ciro Ascione, che gentilmente ospita il capolavoro sul sito di Trashopolis. Il film, anzi "telefilm comico", si chiama La Provola, ovvia parodia de La Piovra. Grazie all'intelligenza di Puglisi si scherza sulla mafia. Forse potranno non piacere le risate esagerate da sitcom, ma anche quello è fatto con intento parodistico.
Chissà che in futuro non si realizzi la profezia di Massimo Puglisi e davvero «un giorno i bambini a carnevale si vestiranno di Fonziu Purtusu».